18/09/2026
Il coraggio e la consapevolezza del rifiuto: l'esempio degli Internati Militari Italiani tra memoria, dignità e libertà
“La Camera dei deputati rende omaggio agli internati militari italiani, che pagarono con immani sofferenze e spesso con la vita il loro rifiuto di collaborare con la Germania nazista e con la Repubblica Sociale Italiana”. Così il Presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana, nel suo indirizzo di saluto alla cerimonia “Il coraggio e la consapevolezza del rifiuto: l’esempio degli Internati Militari Italiani (IMI) tra memoria, dignità e libertà”, che si è svolta venerdì 18 settembre nella Sala della Regina di Montecitorio, alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. L'iniziativa anticipa la giornata del 20 settembre.
“Si tratta di una significativa occasione per ricordare il loro sacrificio e restituire dignità a una vicenda relegata per troppo tempo ai margini della storiografia”, ha aggiunto Fontana, manifestando "la nostra più sincera riconoscenza e il nostro commosso ricordo" degli IMI. "Anche nei loro 'no' affondano le radici della nostra Repubblica", ha concluso.
“Ritengo di non abusare del significato attribuito alla parola eroi se lo accosto a quello degli Internati militari italiani”, ha sottolineato il Vicepresidente della Camera, Giorgio Mulè, promotore della legge istitutiva della Giornata. “Nel fare dunque memoria di questi eroi grazie a una legge che il Parlamento ha approvato all’unanimità, nel farlo alla presenza del più alto rappresentante della nazione, siamo coscienti di aver adempiuto al dovere di un riscatto morale, direi costituzionale che gli era dovuto e che per troppo tempo non gli era stato riconosciuto”.
L’iniziativa, realizzata anche con la collaborazione dell’Ambasciata d’Italia a Berlino, dell’Istituto Italiano di Cultura di Berlino e dell’ANRP – Associazione Nazionale Reduci dalla Prigionia, dall’Internamento, dalla Guerra di Liberazione e loro familiari – ha visto inoltre la presentazione in anteprima del documentario “Baracke 13”. Il titolo fa riferimento a uno dei primi edifici del lager di Berlino costruiti a partire dal 1943, oggi parte del Centro di documentazione sul lavoro coatto durante il nazionalsocialismo.
In Sala della Regina, Cesare Bocci ha letto alcuni passaggi di scritti e diari degli IMI – Internati Militari Italiani, mentre Giuseppe Zeno ha raccontato la sua esperienza nel ruolo di Giovannino Guareschi, che fu uno dei 650mila IMI, nella fiction Rai dedicata alla vita del celebre scrittore emiliano, “Non muoio neanche se mi ammazzano”. La prima visione è prevista domenica 20 settembre, in prima serata su Rai1.
Nel corso della cerimonia, i ragazzi dell’Istituto Tecnico Industriale Statale Enrico Fermi di Roma hanno illustrato il progetto di educazione civica dedicato alla ricostruzione della celebre “Radio Caterina”, realizzata dagli Internati Militari Italiani, pur privi di materiali e strumenti di precisione, per cercare di intercettare la voce della libertà oltre il filo spinato e come strumento per combattere la propaganda nemica.
Per l’occasione, nel Corridoio dei Busti di Palazzo Montecitorio è stata inoltre allestita una mostra con testimonianze, documenti, lettere, fotografie e disegni degli Internati Militari Italiani.
L’evento è stato trasmesso in diretta dalla Rai, a cura di Rai Parlamento, e sulla web TV della Camera dei deputati.
“Si tratta di una significativa occasione per ricordare il loro sacrificio e restituire dignità a una vicenda relegata per troppo tempo ai margini della storiografia”, ha aggiunto Fontana, manifestando "la nostra più sincera riconoscenza e il nostro commosso ricordo" degli IMI. "Anche nei loro 'no' affondano le radici della nostra Repubblica", ha concluso.
“Ritengo di non abusare del significato attribuito alla parola eroi se lo accosto a quello degli Internati militari italiani”, ha sottolineato il Vicepresidente della Camera, Giorgio Mulè, promotore della legge istitutiva della Giornata. “Nel fare dunque memoria di questi eroi grazie a una legge che il Parlamento ha approvato all’unanimità, nel farlo alla presenza del più alto rappresentante della nazione, siamo coscienti di aver adempiuto al dovere di un riscatto morale, direi costituzionale che gli era dovuto e che per troppo tempo non gli era stato riconosciuto”.
L’iniziativa, realizzata anche con la collaborazione dell’Ambasciata d’Italia a Berlino, dell’Istituto Italiano di Cultura di Berlino e dell’ANRP – Associazione Nazionale Reduci dalla Prigionia, dall’Internamento, dalla Guerra di Liberazione e loro familiari – ha visto inoltre la presentazione in anteprima del documentario “Baracke 13”. Il titolo fa riferimento a uno dei primi edifici del lager di Berlino costruiti a partire dal 1943, oggi parte del Centro di documentazione sul lavoro coatto durante il nazionalsocialismo.
In Sala della Regina, Cesare Bocci ha letto alcuni passaggi di scritti e diari degli IMI – Internati Militari Italiani, mentre Giuseppe Zeno ha raccontato la sua esperienza nel ruolo di Giovannino Guareschi, che fu uno dei 650mila IMI, nella fiction Rai dedicata alla vita del celebre scrittore emiliano, “Non muoio neanche se mi ammazzano”. La prima visione è prevista domenica 20 settembre, in prima serata su Rai1.
Nel corso della cerimonia, i ragazzi dell’Istituto Tecnico Industriale Statale Enrico Fermi di Roma hanno illustrato il progetto di educazione civica dedicato alla ricostruzione della celebre “Radio Caterina”, realizzata dagli Internati Militari Italiani, pur privi di materiali e strumenti di precisione, per cercare di intercettare la voce della libertà oltre il filo spinato e come strumento per combattere la propaganda nemica.
Per l’occasione, nel Corridoio dei Busti di Palazzo Montecitorio è stata inoltre allestita una mostra con testimonianze, documenti, lettere, fotografie e disegni degli Internati Militari Italiani.
L’evento è stato trasmesso in diretta dalla Rai, a cura di Rai Parlamento, e sulla web TV della Camera dei deputati.




