Presidente della Camera dei Deputati

 
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Discorsi

30/05/2024
Aula

Indirizzo di saluto alla cerimonia commemorativa del centesimo anniversario della morte di Giacomo Matteotti, alla presenza del Presidente della Repubblica

Buongiorno.

Rivolgo il mio saluto al Presidente della Repubblica, al Presidente del Senato, al Presidente del Consiglio, alle autorità.

Oggi la Camera dei deputati onora Giacomo Matteotti, uno dei padri della nostra democrazia, vittima dello squadrismo fascista.

Esattamente 100 anni fa, dallo scranno di quest’Aula dove è stata apposta una targa in suo ricordo, Giacomo Matteotti pronunciò il discorso che gli sarebbe costato la vita.

A perenne ricordo del suo sacrificio, questo scranno non sarà più assegnato ad alcun deputato.

In quella seduta, egli domandò l’annullamento in blocco dell’elezione dei deputati di maggioranza, denunciando il clima di intimidazioni e violenze in cui si erano svolte le elezioni politiche del 6 aprile.

Denunciò inoltre in modo dettagliato i brogli e le falsificazioni compiuti dai fascisti nei seggi elettorali di tutto il Paese.

Il suo intervento, di cui oggi saranno letti alcuni passi significativi, fu continuamente interrotto da vivissimi rumori e proteste, come riportato dal resoconto stenografico della seduta.

Matteotti sedeva in Parlamento dal 1919 in rappresentanza della sua terra, il Polesine.

Si era distinto per la sua instancabile attività in Aula e nelle commissioni, soprattutto sui temi a lui più cari: la scuola, l’amministrazione, il bilancio dello Stato.

Aveva a cuore in particolar modo la tutela delle classi più deboli, che voleva emancipare economicamente e culturalmente.

Riteneva che questa emancipazione dovesse svolgersi con i mezzi della lotta politica democratica, nella cornice dei principi di libertà e dello Stato di diritto.

Opponendosi a ogni forma di prevaricazione e di violenza politica, rivendicava quelle prerogative del Parlamento che considerava la più alta espressione della democrazia moderna.

Già in precedenti interventi Matteotti aveva contestato ai fascisti irregolarità procedurali e spregio delle regole.

Il lavoro alla Camera, come emerge anche dalle lettere all’amata moglie Velia, impegnò Matteotti fino allo stremo.

Passava ore e ore in Biblioteca a preparare i suoi interventi alla Camera, sempre ben documentati e puntuali.

La mostra curata dal Comitato nazionale per le celebrazioni del centenario della sua morte ripercorre questa sua intensa attività, anche attraverso le lettere e i documenti inediti messi a disposizione dalle Fondazioni Matteotti e Turati.

La Camera dei deputati è onorata di ospitarne una selezione per i prossimi mesi.

Gli interventi del professor Gentile e del Presidente Violante, che saluto, offriranno ulteriori elementi per inquadrarne storicamente la figura, mentre il suo profilo privato e familiare sarà ricordato nel docu-film realizzato da Rai Cultura.

I lavori degli studenti vincitori del concorso “Matteotti per le scuole”, che saranno oggi premiati, ci ricordano che la sua morte non è stata vana.

Egli resta uno straordinario esempio di rigore morale e impegno civile per i nostri giovani.

Nel ricordo indelebile di Giacomo Matteotti, possa la nostra democrazia crescere e svilupparsi sempre di più.

Vi ringrazio.

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