Giovanni Amendola, cimeli e documenti inediti nella mostra monumentale alla Camera. Il Presidente Fontana all'inaugurazione. Famiglia donerà archivio
"È grazie al coraggio di uomini come Giovanni Amendola se tutti noi oggi possiamo vivere in una società civile e democratica. Mi auguro che questo insegnamento giunga soprattutto ai giovani. La libertà democratica non è mai un'eredità definitiva. Ogni generazione è chiamata a custodirla".
Così il Presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana, inaugurando, mercoledì 20 maggio, la mostra: "Giovanni Amendola: il valore della democrazia", a palazzo San Macuto.
Vi si trovano migliaia di documenti, in larga parte inediti, tra cui lettere, testi politici, articoli giornalistici, scritti filosofici e letterari, cartoline postali, biglietti da visita, telegrammi, fotografie della vita pubblica e di quella privata. Tra le missive, anche quelle a Gentile, Croce, Kuliscioff, Ojetti. Il percorso della mostra segue una linea biografica che, muovendo dalla più tenere età attraversa il travagliato percorso intellettuale, religioso, giornalistico e politico che avrebbe condotto Amendola a una concezione superiore della democrazia e delle libertà individuali fino alla morte provocata dalle conseguenze dell'aggressione fascista del luglio 1925. A San Macuto è esposta anche la camicia insanguinata a seguito delle brutali violenze ricevute.
La mostra sarà aperta al pubblico, senza prenotazione, dal lunedì al venerdì fino al 4 giugno.
Il nipote di Giovanni Amendola, che ne conserva l'identico nome, ha annunciato che gli eredi dello statista desiderano donare alla Camera anche l'archivio privato, unitamente a quello della moglie Eva: "Desideriamo fortemente che questi archivi rimangano in possesso dell'istituzione pubblica da lui difesa a costo della vita".




