18/01/2023
Montecitorio, Sala della Regina

Intervento del Presidente alla commemorazione del centenario della nascita di Giovanni Marcora

Buonasera.

Saluto il Ministro per gli Affari Europei, le politiche di coesione e il PNRR, Raffaele Fitto, l'on. Bruno Tabacci, il Presidente di Cooperazione Finanza e Impresa, Mauro Frangi, il Sindaco di Inveruno, Sara Bettinelli, e tutti i relatori presenti.

È per la Camera un grande piacere ospitare questo evento in occasione del centenario della nascita di Giovanni Marcora e rendere così omaggio a una figura autorevole della politica italiana, la cui straordinaria eredità di pensiero resta ancora estremamente attuale.

La sua cifra personale e culturale, fatta di concretezza, pragmatismo e rigore morale quanto di salda adesione ai valori del cattolicesimo democratico, ha contraddistinto il suo impegno di parlamentare, uomo di governo e amministratore locale.

Eletto per la prima volta nel 1968, è stato Senatore per quattro legislature fino al 1983, anno della sua precoce scomparsa. Testimone e interprete di un periodo di nuovi e grandi fermenti che agitavano la società italiana, Marcora era consapevole che le istanze che provenivano dal mondo del lavoro e dai giovani in particolare dovessero essere affrontate con un atteggiamento di apertura, per non rimanere schiacciati dagli eventi.

Al suo nome sono legati importanti provvedimenti come la legge sulla cooperazione, che ha istituito un fondo destinato alla salvaguardia dell'occupazione attraverso la formazione di imprese cooperative tra dipendenti di aziende in crisi.

Nell'ambito della sua attività di parlamentare e di uomo di governo emerge, tra gli altri, il suo forte impegno per il rilancio del settore agricolo, culminato negli anni in cui ha guidato, per ben 7 governi, il ministero dell'Agricoltura, dal 1974 al 1980. In questa veste, a Bruxelles fu strenuo difensore degli interessi dell'agricoltura italiana che la politica agricola comune europea aveva penalizzato.

Come Ministro dell'Industria, nel biennio 1981-82, si trovò invece ad affrontare le delicate e complesse questioni connesse alla politica energetica e alla ristrutturazione della siderurgia.

Gli importanti incarichi di governo che gli furono affidati non impedirono tuttavia al senatore Marcora di mantenere saldo il legame con il territorio e con la comunità di Inveruno, di cui è stato sindaco per due mandati.

Oltre a rievocarne l'azione nella politica e nelle istituzioni, è doveroso ricordare il contributo offerto da Marcora alla lotta di liberazione dell'Italia dall'occupazione nazi-fascista. Aveva solo 21 anni quando, dopo l'8 settembre 1943, si unì alle brigate della Resistenza sui monti dell'Ossola, contribuendo a organizzare le formazioni d'ispirazione cattolica nel raggruppamento "Alfredo Di Dio", di cui divenne vicecomandante con il nome di battaglia di "Albertino".

Concludo citando una frase di Giovanni Marcora particolarmente significativa: "Che cristiani saremmo se dimenticassimo che non si può fare politica senza ideali, senza principi, senza rigore morale!". Un incitamento prezioso e ancora estremamente attuale.

Vi ringrazio.