22/11/2022
Montecitorio, Sala della Regina

Saluto del Presidente all'iniziativa in occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne dal titolo 'NON PIU' SOLE. La drammatica attualità della violenza contro le donne'

Buon pomeriggio,

saluto la Vicepresidente della Camera dei deputati Anna Ascani, i Segretari di Presidenza, le deputate e le relatrici invitate. Rivolgo, poi, un saluto particolare agli studenti e ai docenti della classe quinta del Liceo scientifico Plinio di Roma e della classe quinta del Liceo artistico multimedia Rossellini di Roma.

Sono ormai trascorsi più di venti anni da quando l'Assemblea generale delle Nazioni Unite istituì la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, che sarà commemorata il prossimo 25 novembre, e oltre quaranta anni da quando si propose per la prima volta di istituire la data del 25 novembre per ricordare le donne vittime della violenza.

Eppure questo tempo sembra trascorso invano. Le cronache quotidiane ci ricordano costantemente quanto sia ancora diffusa la violenza contro le donne in Italia e nel mondo.

Nel nostro Paese, nonostante l'intervento legislativo del 2019, che, con il cd. "codice rosso", ha rafforzato gli istituti di diritto penale o processuale per il contrasto alla violenza di genere, le notizie di violenze sulle donne, e di omicidi, continuano a segnare drammaticamente la nostra realtà quotidiana. Dall'inizio di questo anno a oggi sono state uccise in ambito familiare/affettivo 88 donne, di cui 52 di queste per mano del partner o ex partner. Solo in quest'ultima settimana su 10 omicidi commessi, 7 vittime erano donne e, tra queste, 2 sono state uccise del partner o ex partner.

Questi dati ci confermano che è soprattutto tra le mura domestiche ovvero nella loro cerchia affettiva, che le donne rischiano di subire violenza.

Anche sul versante della violenza sessuale, declinata in tutte le sue forme, nel 2021 si è registrato un incremento significativo con oltre 5.000 reati commessi. E nel 92% dei casi le vittime erano donne.

Si tratta, purtroppo, di un fenomeno di carattere strutturale, che affonda le sue radici in molteplici fattori di ordine sociale, culturale ed economico e che per essere vinto richiede un profondo cambiamento culturale basato sui valori occidentali di rispetto e parità, cambiamento che deve partire dalla scuola e dalle nuove generazioni, cui vanno insegnati i principi dei diritti e della eguaglianza delle donne e ragazze.

Solo così si potrà vincere la violenza contro le donne e costruire una società più giusta, integrata e volta al rispetto totale della dignità delle donne.

In nessun Paese che possa dirsi civile possono, infatti, essere tollerate e trovare spazio pratiche che offendano la libertà delle donne o che ledano la loro integrità fisica. Ancora oggi, troppe donne sono vittime della tratta a fini di sfruttamento sessuale o costrette a sposarsi contro la propria volontà ovvero sono vittime di mutilazioni. La dignità, la libertà e l'integrità delle donne vanno difese e tutelate senza indugi. Si tratta di valori che non sono in alcun modo negoziabili e che debbono essere alla base della società italiana e del nostro convivere civile.

In questa giornata, non possiamo non essere solidali e vicini a tutte le donne afgane e iraniane che continuano a lottare, anche a prezzo della loro vita, per affermare i loro diritti in società che negano la loro identità di donne e che per questo motivo subiscono una violenta repressione.

Rivolgo inoltre un pensiero anche alle donne ucraine che in questi mesi di guerra sono state uccise, torturate e hanno subito violenze di ogni genere e sono le prime vittime di una guerra atroce scatenata dalla Russia nei confronti dell'Ucraina. Ancora una volta all'orrore che ogni guerra porta inevitabilmente con sé, se ne è aggiunto un altro aberrante, quello degli stupri e delle violenze sessuali contro donne e bambine, utilizzati come armi nel conflitto.

Mi rivolgo infine ai colleghi parlamentari affinché vigilino insieme a me sul rispetto e sull'efficacia delle recenti norme a tutela delle donne che sono state implementate negli scorsi anni e affinché si adoperino per agevolare quel cambiamento culturale che tutti noi auspichiamo per porre fine alla violenza contro le donne. L'impegno della Camera sia costante e volto a fermare la preoccupante crescita di casi di violenza.